Le infrastrutture critiche negli Usa sono sempre più nel mirino degli hacker criminali, oggetto delle operazioni di guerra ibrida.
Negli Usa cresce l’allarme per gli attacchi cyber contro gli impianti idrici, sia di distribuzione dell’acqua potabile che di trattamento delle acque reflue, sempre più nel mirino degli hacker criminali.
La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha in tale ottica rilevato un aumento significativo delle intrusioni informatiche. Per questo, ha invitato gli operatori del settore “a scollegare il prima possibile da Internet i sistemi di controllo industriale“.
L’avvertimento è arrivato dopo una serie di attacchi coordinati che hanno colpito oltre 30 impianti idrici nello Stato del Minnesota. Aumentano i timori per la sicurezza delle infrastrutture critiche del Paese.
Non ci sono obblighi di notifica
Oltre le minacce, sottolinea la CBS News, il tema riguarda la cornice normativa. Negli Usa infatti non esiste una normativa federale che obblighi le aziende idriche locali a denunciare gli incidenti informatici. Per questo, il numero reale potrebbe essere più elevato delle comunicazioni.
Fermo dunque restando che la segnalazione degli episodi è avvenuta su base volontaria, tra gli Stati colpiti ci sono:
- Georgia. La Clayton County Water Authority, che serve circa 300mila utenti, ha dichiarato di aver subìto un attacco informatico il 27 luglio.
- Michigan. Un funzionario statale ha riferito che un “numero limitato” di comunità è stato al centro di attacchi nel corso di luglio.
- Minnesota. Oltre 30 sistemi idrici comunitari in tutto lo Stato sono stati colpiti alla fine di luglio.
- New Jersey. Almeno due comunità sono state prese di mira da un attacco informatico. Le autorità statali hanno però scelto di non rendere noti i nomi delle località coinvolte.
- South Dakota. Un impianto di trattamento delle acque reflue di Rapid City è stato bersaglio di un attacco alla fine di luglio.
Gli obiettivi
La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha spiegato che gli hacker stanno prendendo di mira i PLC (Programmable Logic Controller) esposti su Internet. Gli attaccanti bloccano l’accesso agli operatori e mettono fuori servizio i dispositivi modificandone gli indirizzi IP.
In una nota diffusa il 30 luglio, l’FBI ha riferito che le aziende idriche colpire hanno registrato perdite di pressione nella rete e casi di allagamento.
Nella contea di Clayton, per esempio, in Georgia, l’attacco ha provocato un calo della pressione dell’acqua. L’azienda idrica ha dovuto emettere un avviso con cui invitava “i cittadini a far bollire l’acqua prima del consumo“. Nel giro di poche ore si è comunque proceduto a ripristinare il servizio.
In alcuni casi, le aziende hanno perso funzionalità essenziali di controllo remoto degli impianti, costringendo gli operatori a gestire le infrastrutture manualmente. Secondo le autorità, gli hacker sono riusciti a ottenere l’accesso remoto a pompe, valvole e sistemi di regolazione della pressione dell’acqua.
I sospetti sull’Iran
Secondo funzionari statunitensi citati dal New York Times, dietro gli attacchi vi sarebbero con elevata probabilità gruppi di hacker legati all’Iran. Gli attacchi sono arrivati durante il conflitto tra Usa e Iran, sempre più vasto.
Anche Cynthia Kaiser, ex alta dirigente della divisione cybersicurezza dell’FBI, ha accusato il Paese asiatico. Dal suo punto di vista, la campagna osservata in Minnesota rappresenti la prosecuzione delle attività condotte in passato da gruppi affiliati a Teheran contro infrastrutture critiche statunitensi. Per il momento, comunque, il Governo di Teheran non ha rilasciato alcun commento nel merito.
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