Londra punta a maggiore furtività, autonomia e interoperabilità per rafforzare l’alleanza nell’Indo-Pacifico.
Lo scorso 24 novembre, il Parlamento del Regno Unito ha pubblicato la UK Strategic Defence Review, nell’ambito della quale si è definito un programma a lungo termine per la produzione di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN).
L’obiettivo è costruire un sottomarino ogni 18 mesi, creando le condizioni industriali necessarie per supportare la consegna fino a 12 sottomarini nell’ambito del programma SSN-AUKUS.
Cos’è il programma SSN-AUKUS?
L’accordo AUKUS è il partenariato trilaterale per la sicurezza firmato nel 2021 tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Si articola in due pilastri:
- Pilastro I: il fulcro, prevede la fornitura di capacità sottomarine a propulsione nucleare all’Australia, con il supporto degli Stati Uniti e del Regno Unito per quanto riguarda la progettazione, la tecnologia e l’addestramento del personale;
- Pilastro II: riguarda la cooperazione in materia di tecnologie militari avanzate, compresi i sistemi sottomarini.
L’iniziativa più rappresentativa e strategicamente significativa del patto è il programma sottomarino SSN-AUKUS, volto a fornire una flotta congiunta di sottomarini all’avanguardia, caratterizzati da furtività e ampia autonomia, per consentire alle marine alleate di operare agilmente nell’Indo-Pacifico.
Qual è l’impegno della Royal Navy?
La Marina britannica, con la produzione di nuovi sottomarini SSN, offrirà all’alleanza maggiore furtività, autonomia più prolungata, maggiori capacità di carico e piena interoperabilità con le altre forze navali. Questo salto in avanti non è un mero “procurement goal”, quanto un vero e proprio riposizionamento strategico del Regno Unito all’interno del patto AUKUS, definendosi come pietra angolare industriale e progettuale del programma sottomarino.
Il Segretario di Stato per la difesa dello UK, John Healey, ha dichiarato: “L’AUKUS è troppo importante e la posta in gioco è troppo alta perché possa lo si possa lasciare andare alla deriva. Ora il nostro obiettivo principale è superare qualsiasi ostacolo alla sua realizzazione, e il Regno Unito è totalmente impegnato”.
Il Regno Unito sta già sostenendo questo impegno con azioni concrete, investendo 6 miliardi di sterline in infrastrutture critiche a supporto della costruzione dei nuovi sottomarini.
Perché tutta questa fretta?
La decisione britannica di sistematizzare questo modello di produzione (1 ogni 18 mesi) riflette la convinzione diffusa tra gli alleati che gli attuali tempi di consegna per i sottomarini nucleari siano strategicamente insostenibili, in un’epoca di riarmo e forte competizione tra grandi potenze.
Se da un lato si mira a soddisfare, è altresì vero che questa strategia intende anche preservare le capacità industriali nazionali, garantendo una presenza deterrente credibile in più teatri operativi. “In questa nuova era di minacce, con avversari sempre più cooperativi, continuare come se nulla fosse non è un’opzione praticabile”, ha dichiarato John Healy.
L’obiettivo strategico dell’alleanza è chiaro: contenere la minaccia cinese e impedire che la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione, che sta rapidamente aumentando la produzione di sottomarini e droni sottomarini, possa arrivare a dominare il Pacifico.
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