Anche Bruxelles rilancia la necessità di un quadro più definito a livello internazionale sull’AI.
L’UE rilancia la richiesta di una cooperazione internazionale sull’AI e di regole comuni per affrontare i rischi legati allo sviluppo dei sistemi più avanzati.
L’appello è arrivato dopo i recenti casi di incidenti cyber autonomi, anche durante alcuni test di sicurezza, che hanno rimarcato i rischi per il settore.
Sul tema si è espressa anche Henna Virkkunen, Vice-Presidente Esecutiva della Commissione Europea per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia. Queste le sue parole nel merito: “È molto importante continuare ora la cooperazione internazionale, perché ritengo che siano davvero necessarie regole globali“.
Le regole europee non bastano
L’UE, sottolinea POLITICO, dispone già di una normativa che impone alle aziende – comprese Anthropic e OpenAI – di valutare e ridurre i rischi legati alla possibile perdita di controllo sui modelli di intelligenza artificiale. Secondo Virkkunen, però, il problema è che “regole analoghe non esistono a livello globale“.
Bruxelles sostiene da tempo la necessità di una maggiore cooperazione internazionale sui rischi derivanti dall’intelligenza artificiale. Al G7 dello scorso giugno, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva affermato che “l’Europa e gli Usa dovrebbero lavorare insieme sull’AI“. Alla base ci sono dei “punti di forza complementari, interessi comuni in materia di sicurezza e una responsabilità condivisa nel guidare lo sviluppo della tecnologia“.
Un organismo internazionale sul modello dell’AIEA
L’ipotesi di una governance internazionale dell’intelligenza artificiale sta trovando sostenitori anche tra i singoli Governi europei. Il ministro tedesco per gli Affari digitali Karsten Wildberger ha recentemente dichiarato – sempre a POLITICO – di voler promuovere un organismo internazionale che si occupi di sicurezza e AI. Il modello è quello dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), l’organizzazione che supervisiona la cooperazione internazionale nel settore nucleare.
L’idea riflette la preoccupazione dei risvolti geo-economici e geopolitici della dimensione tecnologica. In particolare lo sviluppo dell’AI e la sua velocità sono ormai uno dei principali settori di confronto tra gli Usa e la Cina. Confronto, che gli esponenti europei guardano con attenzione.
Il confronto politico
Intanto, l’UE deve fare i conti con una crescente pressione interna, di carattere soprattutto politico, affinché Bruxelles promuova una cooperazione internazionale più ambiziosa.
Al centro del dibattito, ci si interroga – a fronte della velocità dell’intelligenza artificiale – quanto ancora possano rimanere le regole per gestire i rischi più estremi restano frammentate tra Paesi e aree geopolitiche.
Per l’Unione Europea, dunque, la sfida non è soltanto stabilire come regolamentare l’AI in Europa, ma capire come costruire e promuovere un sistema di sicurezza internazionale che superi le singole realtà nazionali e regionali.
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