Come le infrastrutture digitali della Papua Nuova Guinea aiutano gli Stati Uniti e l’Australia nell’Indo-Pacifico.
Google ha annunciato che costruirà tre nuovi cavi sottomarini in Papua Nuova Guinea che avranno un ruolo fondamentale negli equilibri geo-economici dell’Indo-Pacifico.
Il progetto sarà finanziato dall’Australia nell’ambito di un trattato di difesa reciproca, segnando un importante aggiornamento delle infrastrutture digitali della più grande nazione insulare del Pacifico.
Di cosa si tratta?
Peter Tsiamalili, ministro ad interim per l’Informazione e la Tecnologia delle Comunicazioni della Papua Nuova Guinea, ha spiegato che l’iniziativa prevede un finanziamento di 120 milioni di dollari per collegare il nord e il sud del Paese e la regione autonoma di Bougainville tramite cavi ad alta capacità. Ha dichiarato che l’intero investimento sarà realizzato attraverso fondi derivanti dagli impegni previsti dal Trattato di difesa Pukpuk, stipulato con l’Australia lo scorso ottobre.
Il ministro ha affermato che il progetto “riflette l’impegno condiviso di entrambe le nazioni a promuovere la sicurezza digitale, la stabilità regionale e lo sviluppo nazionale”, aggiungendo anche che i tre cavi contribuiranno a ridurre la dipendenza da singoli punti critici. Lo scorso ottobre, infatti, un terremoto di magnitudo 6,6 ha provocato la rottura di un cavo sottomarino, causando l’interruzione dei servizi Internet nelle città di Popondetta e Alotau. Un episodio analogo si era già verificato nel 2022, quando un terremoto di magnitudo 7,6 aveva danneggiato la stessa rete.
Perché l’Australia e la Papua Nuova Guinea?
La posa dei tre nuovi cavi sottomarini va letta alla luce del trattato di difesa stipulato dall’Australia con la Papua Nuova Guinea. Gli Stati Uniti e l’Australia stanno dedicando crescenti attenzioni a Port Moresby per la sua posizione strategica a nord della Terra dei Canguri.
Con il Trattato Pukpuk, la Papua Nuova Guinea è il secondo Stato, dopo la Nuova Zelanda, a stipulare un patto di mutua difesa con Canberra, con l’impegno di intervenire in soccorso dell’altro in caso di aggressione.
L’Australia ha infatti compreso che la posizione geografica, oltre che la presenza di significative risorse, della Papua Nuova Guinea rappresenta il punto più vulnerabile di quel sistema insulare la cui sicurezza è vitale per garantire la protezione delle linee di comunicazione e delle rotte commerciali del Pacifico meridionale.
Qual è il ruolo di Washington
A questo scenario, si aggiunga un elemento fondamentale: il patto di sicurezza la cui firma è avvenuta nel 2023 tra Usa e Papua Nuova Guinea. Il patto consente alle forze armate statunitensi un “accesso senza impedimenti” alle basi militari del Paese, potendo dispiegare liberamente equipaggiamenti, scorte e materiali, mezzi e navi, oltre a poter godere dell’uso esclusivo di alcune aree nelle quali condurre attività di costruzione.
L’accordo si inserisce, chiaramente, nella più ampia volontà della strategia americana di contenere l’espansione della Cina nell’Indo-Pacifico.
L’obiettivo è includere Port Moresby nel campo di influenza occidentale, impedendo che la Cina possa assicurarsi l’utilizzo di infrastrutture logistiche in un Paese strategico che è situato in prossimità delle coste australiane. Una stretta amicizia con la Papua Nuova Guinea potrebbe assumere un ruolo decisivo in uno scenario di conflitto nello Stretto di Taiwan.
L’attenzione di Washington per contrastare l’influenza regionale della Cina si riflette, infine, anche nell’impegno dell’Australia e in quello statunitense nel programma AUKUS, al fianco dello Uk. Pukpuk e AUKUS non fanno altro che consolidare la posizione dell’Australia come potenza marittima regionale, e mirano a creare una fascia di sicurezza che argini l’espansione cinese nell’Indo-Pacifico.
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