Dopo gli attacchi informatici condotti da agenti AI, i Democratici Usa accelerano per l’approvazione di regole per la sicurezza e la responsabilità delle aziende.
Verso le prossime elezioni di metà mandato degli Usa (3 novembre) l’AI avrà un ruolo centrale nel dibattito politico, come evidenziano le proposte dei Democratici. La chiave sarà raggiungere o meno un sistema di regolamentazione dell’AI che possa migliorare i livelli sistemici di sicurezza.
La scorsa settimana la Senatrice Maria Cantwell, principale esponente democratica della Commissione Commercio del Senato, ha presentato un quadro di principi per la sicurezza dell’AI. Allo stesso tempo la Deputata Lori Trahan ha diffuso una bozza di discussione sulla responsabilità legale delle aziende che sviluppano e utilizzano questi sistemi.
Il confronto si inserisce nell’attività della Commissione democratica sull’AI della Camera, istituita dal capo della minoranza Hakeem Jeffries e guidata dai deputati Ted Lieu, Josh Gottheimer e Valerie Foushee. L’obiettivo è definire una piattaforma comune che includa la sicurezza dei modelli avanzati, la tutela dei lavoratori e dei diritti civili. Nonché, una maggiore supervisione delle grandi aziende tecnologiche e dei data center.
Le preoccupazioni per i modelli più avanzati
A spingere il dibattito, sottolinea POLITICO, è stata soprattutto la crescente preoccupazione per i rischi dell’intelligenza artificiale. L’attacco cyber di modelli di AI di OpenAI, “senza intervento umano“, contro Hugging Face (durante dei test) ha riacceso le richieste di controlli più rigorosi sui sistemi capaci di agire autonomamente.
Cantwell ha indicato sei principi di sicurezza che orienterebbero le future leggi. La Senatrice si è già opposta ai tentativi repubblicani di limitare in modo ampio le normative statali sull’AI in assenza di un quadro federale di riferimento. Se i Democratici ottenessero la maggioranza al Senato, potrebbe assumere la guida della Commissione Commercio. Avrebbero così un ruolo centrale nella definizione delle politiche sull’intelligenza artificiale.

Un punto di accordo resta comunque lontano. Un disegno di legge bipartisan sulla mitigazione dei rischi AI per le aziende – i cui promotori sono stati la Senatrice Amy Klobuchar e il capo della maggioranza al Senato John Thune – è fermo. Anche la proposta del Frontier Act (principali sostenitori da Trahan e il Repubblicano Jay Obernolte) non sembra avere sviluppi
Da parte sua, il capo della Commissione Energia e Commercio della Camera, Brett Guthrie, ha dichiarato a settembre “di non avere intenzione di portare avanti nuove leggi sull’AI durante la sessione parlamentare successiva alle elezioni“.
Il calendario, infatti, è sfavorevole. Lo stesso Congresso non tornerà a riunirsi prima delle elezioni di novembre. Al contempo, nella sessione di fine mandato saranno probabilmente discussi altri tempi, come la Difesa o “i negoziati sui finanziamenti pubblici“. e dal rinnovo di alcune autorizzazioni.
I Democratici si confrontano per una linea comune
All’interno del Partito Democratico, spiega sempre POLITICO, è già iniziata la competizione per stabilire quali iniziative diventeranno la linea ufficiale. Il dibattito potrebbe portare anche a delle divisioni tra le diverse proposte indebolendo la capacità del partito di raggiungere un accordo su temi comuni.
Anche in caso di vittoria democratica, la maggioranza parlamentare potrebbe essere ridotta, rendendo necessario un accordo con i Repubblicani. Secondo K.J. Bagchi, il Vice Presidente per le politiche statunitensi della coalizione tecnologica Chamber of Progress, i repubblicani potrebbero continuare a seguire la linea della Casa Bianca. Significherebbe privilegiare un approccio favorevole allo sviluppo sempre più rapido dell’intelligenza artificiale rispetto a una regolamentazione più incisiva.
La sfida, dunque, non riguarda soltanto la dimensione tecnologica ma anche quella “politica“. Le elezioni di novembre potrebbero infatti indirizzare l’andamento delle future regole sull’AI negli Usa, con conseguenze – globali – per le aziende, i lavoratori e la tutela dei cittadini.
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