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La Marina della Danimarca guarda sempre più sott’acqua. E l’Italia?

La Marina della Danimarca guarda sempre più sott’acqua. E l’Italia?

Copenaghen si prepara a rafforzare la sorveglianza e la protezione delle proprie infrastrutture critiche sottomarine.

Il Ministero della Difesa della Danimarca ha annunciato di aver appena siglato un contratto con la compagnia danese Navigare Capital Partners A/S per l’acquisto di una nave che sarà utilizzata come piattaforma per il monitoraggio delle infrastrutture critiche subacquee.

Claus Lundholm Andersen, responsabile del Programma Flotta, ha dichiarato: “Sono molto soddisfatto di poter firmare l’acquisto di questa nave. La situazione di sicurezza resta seria ed è quindi fondamentale che la Danimarca rafforzi le proprie capacità di sorveglianza marittima. Con questa unità, la Marina disporrà di una piattaforma moderna, con un significativo potenziale di sviluppo, che rappresenterà uno strumento importante per incrementare la sorveglianza e la gestione degli incidenti sotto la superficie del mare”.

Di cosa si tratta?

La nuova unità, denominata Norwind Helm, è una construction service operation vessel (o Nave di Servizio per la Costruzione e Operazione, CSOV), che viene acquisita come nave civile. In precedenza era impiegata per attività legate al servizio, al supporto e alla manutenzione di parchi eolici offshore. Pertanto, sono previsti una serie di adattamenti minori che ne consentiranno da un lato il trasporto e l’utilizzo di droni e sensori subacquei, dall’altro lo svolgimento di operazioni di carattere militare.

La consegna della nave è prevista per il 2026, anno in cui prenderanno avvio anche i lavori di adeguamento dell’unità e l’addestramento del personale che ne opererà i sistemi.

L’operazione rientra nel quadro dell’attuale accordo sulla difesa 2024-2033, ed è finanziata dalle risorse messe a disposizione dall’Acceleration Fund, che tra il 2025 e il 2026 erogherà 50 miliardi di corone danesi (corrispondenti a circa 7 miliardi di dollari).

Con questo investimento, la Danimarca dimostra una forte volontà di proteggere e rafforzare le proprie infrastrutture critiche subacquee, come impianti energetici, cavi e condotte, per garantire maggiore sicurezza e resilienza.

Cosa sta facendo la Marina danese nell’Underwater?

L’acquisto della Norwind Helm si inserisce all’interno di un più vasto e urgente rafforzamento delle capacità difensive del Paese, inclusa la Marina, alla luce della complessa situazione di di sicurezza che interessa Europa e NATO. In particolare, l’apparato difensivo si sta estendendo in funzione anti-russa.

In questo senso, tra le priorità della Marina danese figura la sorveglianza e la protezione delle infrastrutture critiche sottomarine. Questo include quelle legate all’approvvigionamento energetico così come le infrastrutture di comunicazione, entrambe in continua espansione e vieppiù vulnerabili a interruzioni e atti di sabotaggio.

La nuova nave, in grado di ospitare, lanciare e controllare droni subacquei e sistemi sonar, rappresenta una capacità innovativa per la Marina danese, rafforzando il monitoraggio delle infrastrutture strategiche.

Tra gli obiettivi della flotta danese, poi, rientra anche lo sviluppo di veicoli senza equipaggio (autonomi e a comando remoto) per condurre attività di sorveglianza sia in superficie che sotto il pelo dell’acqua.

Oltre a questi compiti, poi, l’intenzione è di dedicarsi anche alle attività di posa di mine per riuscire a interdire rapidamente i movimenti navali russi tra il Mar Baltico e l’Oceano Atlantico settentrionale, qualora ne sorgesse necessità.

Stratfor.com Credits

La Danimarca riuscirà a muoversi come un Sistema?

Se per gli esponenti politici e gli esperti di settore in Italia è fondamentale muoversi come un Sistema, la Danimarca finora sembra essere in ritardo su questo. Come è stato ribadito a gran voce negli interventi nell’ambito della 2^ edizione di Space & Underwater Conference – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, la Conferenza internazionale promossa e organizzata dal nostro giornale Cybersecurity Italia, l’Italia sta affrontando le politiche marittime con un nuovo approccio che prevede un’azione coordinata tra le varie competenze. Il comparto marittimo è, per sua natura, estremamente frammentato ma, per il suo valore, non può essere gestito con logiche settoriali.

In quest’ottica, il Polo Nazionale della dimensione Subacquea rappresenta un unicum italiano e decisamente una rarità in Europa. Con una regia pubblica che indirizza gli obiettivi di sicurezza nazionali, il Polo riunisce e coordina grandi industrie, piccole e medie imprese, università e centri di ricerca per sviluppare elementi tecnologici di interesse generale.

In questo senso, pare apparire, seppure flebile, l’intenzione della Danimarca di coinvolgere sempre più anche l’industria nazionale, in modo tale da garantire una base forte a supporto di una futura implementazione più ampia. L’obiettivo è testare diversi droni e veicoli telecomandati, e sviluppare capacità per elaborare una vera e propria dottrina per la sorveglianza subacquea. Per raggiungerlo, politica, Marina e industria dovrebbero operare come un unico sistema.

Se realizzato, il piano di espansione navale incrementerà significativamente le capacità della Marina danese di operare nell’Underwater, sia in termini di difesa del territorio che a supporto della NATO e di altre operazioni internazionali.

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