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Cavi sottomarini, Taiwan teme interferenze cinesi

Cavi sottomarini, Taiwan teme interferenze cinesi

Taipei investe in nuovi cavi sottomarini per proteggere le comunicazioni da sabotaggi e pressioni geopolitiche.

Taiwan ha annunciato la costruzione di cinque nuovi cavi sottomarini per le telecomunicazioni, di cui due internazionali e tre nazionali.

L’annuncio è stato dato dal Ministro degli Affari Digitali, Lin Yi-Jing, nel corso di una riunione del Comitato Presidenziale per la Resilienza della Difesa della Società, alla quale erano presenti anche il Presidente William Lai e altri alti funzionari.

Perché rafforzare i cavi sottomarini è importante per Taiwan?

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia volta a rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche nazionali di comunicazione. I nuovi cavi, infatti, avranno uno strato protettivo “simile a un’armatura”, appositamente progettato per ridurre il rischio di danni dovuti sia a calamità naturali che a interferenze esterne di origine antropica.

Il Ministro Lin ha commentato: “Dobbiamo garantire che il nostro Internet rimanga connesso durante i disastri naturali o altre emergenze”. Negli ultimi anni, infatti, Taiwan ha registrato diversi danni ai propri cavi sottomarini, e i principali sospetti di queste interferenze sono, secondo le autorità, navi civili straniere (da non escludere proprio quelle cinesi).

Qual è il ruolo dei cavi sottomarini nella Difesa?

Il progetto di espansione della rete sottomarina per le telecomunicazione rientra in quella che dal Ministero taiwanese definisce “three-dimensional defensive communications network”, cioè una rete di comunicazioni difensive che opera su terra, mare e aria.

L’isola sta infatti facendo investimenti mirati non solo nei cavi sottomarini, ma anche nei sistemi satellitari e nelle infrastrutture terrestri. Così, Taiwan intende potenziare significativamente la resilienza della sua rete di comunicazioni, proteggendola sia da potenziali interruzioni naturali che da interferenze di origine umana.

Taiwan Security Monitor Credits

Qual è il contesto?

I rapporti tra Taiwan e la Cina si stanno accendendo sempre di più. La tensione è in aumento: proprio oggi Pechino ha annunciato l’avvio di esercitazioni militari con munizioni vere intorno all’isola. Se per la Cina si tratta di un test per verificare la prontezza al combattimento, per il governo di Taipei rappresenta una vera e propria intimidazione militare.

In questo scenario, è evidente come Taiwan temi che Pechino possa utilizzare i cavi in fibra ottica dello Stretto di Taiwan come strumento di pressione geopolitica.

Pensando a una strategia di guerra ibrida, un sabotaggio dei cavi di comunicazione consentirebbe di isolare Taiwan, evitando di ricorrere a un attacco militare diretto. Un simile scenario comporterebbe l’interruzione dei collegamenti e delle comunicazioni dell’isola con i partner internazionali, oltre che la possibile compromissione dell’intera filiera globale dei semiconduttori, che produrrebbe gravi conseguenze non solo per Taiwan ma anche per gli Usa, l’Europa e il Giappone.

In questo senso, è fondamentale per Taiwan potenziare e investire in tecnologie avanzate che possano resistere a eventuali sabotaggi. Usa e UE osservano l’area con crescente preoccupazione, consapevoli che una crisi nell’isola sarebbe in grado di mettere seriamente a rischio la stabilità digitale dell’intero fronte occidentale.

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