Tra il 24 e il 26 dicembre, un pattugliatore ATR P-72A avrebbe monitorato i movimenti di un sottomarino russo, garantendo una sorveglianza continua su uno dei corridoi marittimi più strategici del Mediterraneo.
Un pattugliatore marittimo ATR P-72A dell’Aeronautica Militare italiana ha svolto almeno due missioni nel tratto di mare tra la Sicilia e la Tunisia tra il 24 e il 26 dicembre. Sebbene non vi siano conferme ufficiali, si ritiene che queste operazioni fossero probabilmente finalizzate a seguire i movimenti dei sottomarini russi presenti nel Mediterraneo.
Cosa è successo?
Decollato dalla base aerea di Sigonella, il velivolo ha condotto l’operazione seguendo un classico schema di sorveglianza marittima a ovest della Sicilia, monitorando lo spazio marittimo compreso tra la costa meridionale della nostra isola e quella tunisina.
Questo è un tratto di mare di alto valore strategico, uno snodo che mette in collegamento il Mediterraneo centrale al bacino occidentale. Proprio per questo, è un’area che da tempo è sotto attenta osservazione nell’ambito delle attività di controllo e sicurezza marittima da parte della NATO e dell’Italia.
Perché il monitoraggio?
Pur non essendoci conferme ufficiali circa la presenza vicino alle coste siciliane del sottomarino russo Krasnodar, appartenente alla classe Kilo, è risaputo che l’unità sia presente e operativa nell’area.
Infatti, il sottomarino ha recentemente sostato per un breve periodo in Algeria, per poi lasciare il porto di Algeri il 22 dicembre assieme al rimorchiatore Altay.
Se da un lato l’attività navale russa nel Mediterraneo centrale appare sempre più imprevedibile, dall’altro occorre notare che la ripetizione della medesima missione dell’Aeronautica in poche ore lascia trasparire che vi fosse un certo elemento che andasse ritenuto particolarmente degno di attenzione.
Un ulteriore elemento di interesse deriva poi dal momento scelto per la missione, ossia il periodo natalizio (compreso il giorno di Natale) intorno a mezzogiorno, un periodo che solitamente vede una riduzione delle attività militari.
Questo dimostra non solo come queste operazioni di pattugliamento siano diventate di routine, ma anche la loro grande rilevanza strategica: in un periodo in cui il Mediterraneo rimane un teatro cruciale per monitorare i movimenti navali russi, la sorveglianza marittima non può interrompersi neanche durante le festività.
Il corridoio Tunisia-Italia è un crocevia marittimo importante non solo per quanto riguarda il traffico commerciale, ma anche per i movimenti militari e le più ampie dinamiche che interessano la sicurezza della regione. La scelta di mantenere una copertura costante in questo spazio risulta quindi deliberata.
Come monitorare il transito?
I pattugliatori ATR P-72A sono velivoli da pattugliamento marittimo in grado di operare anche sul mare a bassa e media quota, i cui equipaggi interforze appartengono sia all’Aeronautica Militare che alla Marina Militare. Questi velivoli sono considerati principalmente come piattaforme per la sorveglianza marittima e non assetti anti-sommergibili completi. Sono in effetti progettati in primo luogo per ottimizzare la sorveglianza del dominio marittimo, piuttosto che per intervenire contro sottomarini immersi.
Tuttavia, il P-72A è ideale per il contesto attuale che conosciamo: il sottomarino Krasnodar sta transitando in superficie insieme al rimorchiatore Altay. Così, il pattugliatore sarebbe perfettamente in grado di acquisire informazioni per la scoperta, la localizzazione, il riconoscimento, la classificazione, il tracciamento e l’identificazione dei contatti di superficie.
In questo senso, il ruolo della missione sarebbe di garantire una sorveglianza continua sul transito del sottomarino in emersione, assicurando che i suoi movimenti non passino inosservati in un tratto di mare rilevante per l’Italia.
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