I danni subiti dai cavi sottomarini nel Mar Baltico hanno acceso il dibattito, mentre i Paesi baltici e la NATO restano in allerta.
Cosa è accaduto?
Una nave è stata perquisita dalle autorità lettoni poiché sospettata di essere coinvolta nel danneggiamento di un cavo in fibra ottica sottomarino nel Mar Baltico. La Polizia di Stato lettone ha reso noto di aver ispezionato l’imbarcazione nel porto di Liepāja nella notte tra domenica e lunedì, e di aver interrogato i membri dell’equipaggio senza però aver trovato elementi che colleghino la nave all’incidente.
Le autorità hanno comunque precisato che le indagini proseguiranno mantenendo l’ipotesi di un “danno intenzionale”.
Il danneggiamento del cavo, che era stato segnalato il 2 gennaio nelle acque territoriali della Lettonia, rappresenta infatti il sesto guasto a un’infrastruttura subacquea nella regione nel giro di pochi giorni. Per questo motivo, tra i Paesi occidentali cresce il timore che possa trattarsi di probabili interferenze da parte della Russia.
Cosa sta succedendo nel Mar Baltico?
Già la scorsa settimana, anche le forze speciali della Finlandia erano intervenute abbordando e sequestrando la nave Fitburg, sospettata di aver danneggiato altri due cavi di comunicazione sottomarini che mettono in collegamento l’Estonia e la Finlandia.
La Fitburg viaggiava dalla Russia verso Israele, con un equipaggio composto da membri provenienti dalla Russia, dall’Azerbaijan, dalla Georgia e dal Kazakistan.
Parallelamente, poi, l’Estonia ha segnalato problemi tecnici su ulteriori infrastrutture di comunicazione: due cavi di comunicazione che collegano il Paese alla Svezia e un altro cavo che unisce l’isola di Hiiumaa alla terraferma.
Qual è stata la risposta?
I Paesi che si affacciano sul Mar Baltico, con l’appoggio degli alleati NATO, hanno innalzato il livello di allerta e restano in stato di massima vigilanza. Non si può negare che gli episodi abbiano alimentato il timore di possibili sabotaggi attribuibili a Mosca, inseriti in una strategia di guerra ibrida, volta a esercitare pressione sui paesi europei.
L’attuale sequenza di incidenti interrompe un periodo di quasi dodici mesi senza segnalazioni simili. Le autorità regionali avevano ricollegato questa fase di quiete dall’avvio dell’operazione marittima NATO “Baltic Sentry”, lanciata nel 2025 per rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche subacquee nel Mar Baltico.
Kaupo Rosin, direttore del servizio di intelligence estero dell’Estonia, ha dichiarato che la Russia avrebbe effettivamente adottato diverse contromisure per evitare il ripetersi di simili incidenti, a seguito delle reazioni dell’Alleanza atlantica.
Sabotaggi o errori umani?
Sebbene esistano la paura e il sospetto che questi danneggiamenti possano essere legati alla Russia, in realtà occorre notare che in diversi casi le autorità hanno ricondotto i danni a errori o negligenze imputabili agli equipaggi a bordo delle navi.
L’ex vicedirettore del servizio di intelligence estero dell’Estonia, Andres Vosman, invece, ritiene che la maggior parte dei recenti incidenti avvenuti nel Mar Baltico sarebbe il risultato di una serie di fattori concomitanti, quali l’aumento del traffico navale verso la Russia, la presenza di navi in cattive condizioni con equipaggi poco esperti, una rete di infrastrutture sottomarine più estesa rispetto al passato e una crescente attenzione mediatica.
Oltre a lui, anche altri funzionari hanno minimizzato gli episodi, attribuendoli soprattutto a errori di navigazione e alle avverse condizioni meteorologiche dei giorni scorsi, piuttosto che a cause intenzionali. Le acque del Mar Baltico, relativamente poco profonde, risultano infatti più esposte a incidenti anche di natura accidentale.
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