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Cavi sottomarini, i nuovi grandi progetti per plasmare la connettività mondiale

Cavi sottomarini, i nuovi grandi progetti per plasmare la connettività mondiale

Dall’Europa all’Asia-Pacifico, passando per Africa e Artico: ecco i progetti che hanno plasmato la connettività globale nel 2025.

Il 2025 ha ribadito una verità ormai incontrovertibile: il futuro del digitale e della connettività mondiale viaggia sotto la superficie del mare. Per quanto invisibili, i cavi sottomarini sono le arterie dell’economia digitale dalle quali è ormai impossibile prescindere.

L’anno che si è appena concluso ha segnato uno dei periodi più intensi della storia della connettività sottomarina, confermando la centralità strategica di queste infrastrutture critiche nell’economia, nella sicurezza e nella sovranità digitale dei Paesi.

Quello che ha caratterizzato il 2025 non è stata solamente la mole di nuovi progetti, quanto l’intenzione dietro di essi. Particolare attenzione, infatti, è stata riservata alle strategie digitali nazionali, alla resilienza delle infrastrutture alla luce dei contesti geopolitici, all’espansione dell’AI e del cloud.

L’ultimo anno, infatti, ha messo in evidenza anche le fragilità delle reti globali. Le molteplici interruzioni dei cavi nel Mar Rosso sono l’emblema dell’urgenza di diversificare le rotte e rafforzare la capacità di riparazione rapida. Non a caso, i governi e le alleanze regionali hanno intensificato gli investimenti in queste infrastrutture, con un approccio legato alla sicurezza e alla difesa,in risposta e prevenzione di turbolenze geopolitiche.

Nel suo recente report, Subsea Cables by Telecom Review ha proposto un “wrapped” di fine anno a livello regionale, offrendo una panoramica dei progetti chiave del 2025.

Come è stato il 2025 in Europa?

Per quanto riguarda l’Europa e il Mediterraneo, si è assistito a un incremento dei progetti dedicati all’espansione delle capacità digitali. In particolare, si è distinto il Medusa Subsea Cable System che, mettendo in connessione le due sponde del Mare Nostrum, crea un corridoio che va dal Mar Rosso all’Oceano Atlantico.

Un rinnovato focus sulla resilienza regionale e il desiderio di individuare percorsi alternativi tra Europa, Asia e Africa è stato promosso da progetti come BlueMed, Magna Grecia, Barracuda e Kardesa. Parallelamente, poi, iniziative come il Baltic Sea Digital Ring di GlobalConnect e il collegamento sottomarino tra il Belgio e il Regno Unito lanciato da EXA Infrastructure hanno riservato una spiccata attenzione al rafforzamento della connettività intraeuropea.

A livello intercontinentale, invece, protagonisti sono stati l’espansione di EllaLink di NetIX dall’Europa al Sud America, e l’annuncio da parte di Amazon Web Services (AWS) di Fastnet, il nuovo cavo transatlantico in fibra ottica che collegherà entro il 2028 il Maryland, negli Stati Uniti, a Cork, in Irlanda.

Come è stato il 2025 in Africa e Medio Oriente?

L’Africa è andata progressivamente consolidando la propria posizione come uno dei principali mercati di crescita a livello globale, trovando terreno fertile per l’innovazione digitale. Protagonista della regione è, in questo caso, il colossale progetto 2Africa, che con i suoi 45,000 chilometri di cavi è attualmente il sistema più lungo al mondo.

A sottolineare ulteriormente l’impegno dei governi locali e delle aziende private per garantire una crescita duratura e inclusiva, spiccano l’espansione di SEACOM 2.0 e i progetti DARE1 e Daraja.

Il Medio Oriente nel 2025 ha rafforzato ulteriormente la sua posizione come crocevia digitale strategico. Centrale, nello specifico, è il ruolo dell’Egitto, che con Telecom Egypt ha contribuito all’attivazione dei segmenti mediterranei del sopraccitato 2Africa, ha collaborato al sistema sottomarino Asia-Africa-Europa-2 (AAE-2) ed è intervenuto supportando diversi corridoi nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.

Il 2025 ha visto anche l’affermarsi delle ambizioni dell’Arabia Saudita che, per posizione geografica, funge da ponte per i cavi che collegano Europa, Asia e Africa. Tra le iniziative più significative ci sono l’approdo del cavo Africa-1 e il Mobily Red Sea Cable (MRSC).

Anche l’Oman si è ulteriormente rafforzato come punto strategico di approdo e transito, grazie all’attivazione dell’Oman Emirates Gateway (OEG), al lancio del Salalah Data Center e alla partecipazione a sistemi sia regionali che intercontinentali.

Come è stato il 2025 nel Pacifico?

Tuttavia, il mercato sottomarino più dinamico al mondo è stato, anche nel 2025, la regione dell’Asia Pacifica. Un ruolo di primo piano è spettato al Giappone. Il tutto, grazie ai numerosi progetti in atto: il Japan-Korea Submarine Cable (JAKO), il Southeast Asia-Japan Cable 2 (SJC2), E2A e AUG East, a testimonianza della volontà del paese di diversificare i punti di approdo e ridurre il rischio di concentrazione.

Particolare vitalità si è registrata nelle aree del Sudest asiatico e delle isole dell’Indo-Pacifico, regioni in cui connettività e stabilità regionale si intrecciano, anche alla luce delle tensioni geopolitiche nell’area. Qui, significativi sono i ruoli delle Filippine, con il progetto Apricot, e dell’Australia, fortemente coinvolta nei sistemi della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone.

E in Artide e Antartide?

Nel 2025 è emerso poi l’incontenibile interesse per le rotte di frontiera. Da un lato l’Arctic Way Cable System, in risposta alla crescente domanda di connettività sicura nelle regioni settentrionali, offrendo nuove opzioni per l’accesso digitale nell’Artico. Dal capo opposto, invece, si sono avviati studi per esplorare la fattibilità di una rotta Cile-Antartide.

Queste visioni per la diversificazione trans-artica, ovviamente a lungo termine, riflettono l’influenza che i cambiamenti climatici, gli equilibri geopolitici, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica hanno sulle scelte infrastrutturali.

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