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Cina, il sottomarino che rafforza la triade nucleare di Pechino

Cina, il sottomarino che rafforza la triade nucleare di Pechino

Il Tipo 096 aumenta la deterrenza nucleare marittima cinese sfidando la presenza statunitense nel Pacifico.

Di cosa si tratta?

Le ultime informazioni rilasciate hanno offerto il quadro del sottomarino più dettagliato a disposizione del pubblico. Pur in assenza di conferme ufficiali sulle caratteristiche tecniche, i dati diffusi finora mostrano un sottomarino più grande, più silenzioso e dotato di armamenti più avanzati rispetto all’attuale Tipo 094, Classe Jin.

Il Tipo 096, anche conosciuto come Tang-class, è un sottomarino a propulsione nucleare.

Secondo quanto emerso, l’unità avrebbe un dislocamento compreso tra le 15.000 e le 20.000 tonnellate, qualità che lo fa collocare nella stessa categoria dei sottomarini statunitensi classe Ohio e Columbia della U.S. Navy.

Ulteriore caratteristica che ne costituisce l’elemento di maggiore rilevanza strategica è la  impressionante capacità di trasportare missili balistici lanciati da sottomarino (SLBM) JL-3, aventi una gittata stimata di circa 14.000 chilometri. Di questi, la classe Tang sarebbe in grado di imbarcarne tra i 16 e i 24, segnando così un notevole incremento rispetto ai 12 a disposizione del Tipo 094. Importante è anche la capacità di trasportare un numero di testate MIRV (Multiple Independently targetable Reentry Vehicles) compreso tra sei e dieci.

Storicamente, lo sviluppo dei sottomarini nucleari cinesi ha riscontrato due ostacoli principali, che ne hanno limitato la possibilità di adottare soluzioni avanzate per la riduzione della rumorosità: reattori poco efficienti e spazi interni ridotti. Il Tipo 096 sembra invece segnare un cambio di marcia.

La performance acustica per i sottomarini è infatti essenziale affinché riescano a eludere i nemici. L’analista Christopher Carlson lo ha descritto come un vero e proprio “incubo” a causa della sua difficoltà di rilevamento e localizzazione. Secondo diverse valutazioni, lo sviluppo del Tipo 096 sarebbe stato reso possibile grazie a progressi tecnologici ottenuti a partire da competenze e soluzioni russe, successivamente adattate e perfezionate dall’industria cinese.

Come incide sulla deterrenza cinese?

Il Tipo 096 classe Tang non rappresenta un semplice salto tecnologico, ma la pietra angolare della transizione della Cina verso una deterrenza nucleare marittima matura, che possa estendersi anche a livello globale.

Questo sottomarino andrebbe a rafforzare la triade nucleare cinese, che, insieme al bombardiere strategico stealth Xian H-20 e ai missili balistici intercontinentali (ICBM), si avvicina progressivamente al livello statunitense.

Le caratteristiche di bassa tracciabilità di questo sottomarino consentirà alla Marina cinese di superare con maggiore facilità la barriera statunitense posizionata lunga la seconda catena di isole. Questa si estende a partire dalla costa continentale cinese verso l’arco delle Isole Marianne settentrionali; proprio qui si trova l’isola di Guam, avamposto strategico degli Stati Uniti, formalmente considerato territorio non incorporato di Washington. L’isola, che ospita una base con 6.000 militari statunitensi e dispone di uno scudo antimissilistico, dista 3.000 chilometri dalla Cina e 3.400 dalla Corea del Nord.

In caso di conflitto, l’unità potrebbe apportare concreti benefici a Pechino, sia all’interno della prima catena di isole che in mare aperto. Nel primo scenario, infatti, il sottomarino rafforzerebbe le capacità cinesi di controllo e interdizione degli spazi marittimi antistanti la terraferma; nel secondo, invece, potrebbe essere impiegato per infliggere seri danni alle flotte avversarie, colpendo navi sia militari che mercantili.

Per la Marina degli Usa, dunque, le implicazioni sarebbero di ampia portata. La strategia sottomarina statunitense si fonda su un equilibrio tra sottomarini d’attacco, sistemi di sensori fissi e mezzi aerei per rilevare e monitorare le profondità marine. L’emergere di una forza cinese come questa (silenziosa, equipaggiata con missili a lungo raggio dotati di numerose testate MIRV e in grado di operare agilmente oltre la prima catena di isole) mette sotto pressione Washington, costringendola a distribuire le proprie risorse su più teatri operativi.

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