L’Italia si conferma alla guida del nuovo ecosistema della dimensione subacquea, rafforzando cooperazione e creando sinergie internazionali.
Tra Italia e Grecia è stato firmato l’Operational Memorandum of Understanding (MoU) del Centro di Eccellenza Underwater, il cui pieno accreditamento NATO è previsto per il 2026.
Cosa è successo?
La firma è avvenuta durante l’incontro svoltosi dal 19 al 21 gennaio, presso lo storico Circolo Ufficiali della Marina “Caio Duilio” a Roma. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose delegazioni provenienti dai Paesi Alleati (Albania, Francia, Grecia, Germania, Montenegro, Spagna, Stati Uniti e Turchia), oltre che dei rappresentanti di ACT, Comando Strategico della NATO.
A sottoscrivere l’Operational MoU sono stati i Sottocapi di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana e Greca, l’Ammiraglio di Divisione Fabio Gregori e l’Ammiraglio di Squadra Spyridon Lagaras.
Nel corso delle due giornate di lavoro, i partecipanti hanno esaminato e approfondito nel dettaglio gli aspetti operativi e strutturali del Centro, con un focus specifico sulla governance, lo sviluppo capacitativo e l’organizzazione di un seminario-workshop che si terrà nel mese di luglio a La Spezia.
Questo evento vedrà gli interventi di esperti della NATO, di altri Centri di Eccellenza legati alla dimensione marittima e della Marina Militare; nel programma, sono poi previste anche dimostrazioni pratiche in mare a cura del Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS) e del NATO Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE).
L’ultima giornata si è conclusa con una sessione focalizzata sugli sviluppi futuri, durante la quale i partecipanti hanno ribadito la volontà condivisa di tradurre la visione del Centro in una capacità operativa concreta e totalmente integrata nel sistema NATO.
Perché il Memorandum?
L’evento costituisce un passaggio decisivo nel processo di costituzione e accreditamento del Centro di Eccellenza Underwater, avente sede a La Spezia, la cui piena certificazione NATO è attesa entro il 2026. Si è confermato, così, il crescente consenso all’interno dell’Alleanza sul valore strategico e imprescindibile della dimensione subacquea, considerata fondamentale per la sicurezza globale, per la deterrenza e per lo sviluppo tecnologico.
La firma dell’Operational MoU costituisce un passo significativo anche per la definizione dell’assetto organizzativo, funzionale e cooperativo del Centro di Eccellenza. La direzione è quella del consolidamento del percorso avviato con il Concept Revision Workshop del 2024, e sviluppato successivamente attraverso le due Establishment Conferences del 2025.
Entrambi gli Ammiragli hanno sottolineato come la collaborazione nell’ambito del Centro di Eccellenza Underwater rafforzi ulteriormente i rapporti e la cooperazione tra i due Paesi, già avviata e irrobustita grazie alle numerose attività condotte sinergicamente nel Mediterraneo.
Si è poi richiamata l’attenzione sull’importanza della protezione delle infrastrutture critiche subacquee, essenziali e strategiche per il contesto di sicurezza attuale, nazionale e internazionale. La visione che emersa è un generale e condiviso riconoscimento della necessità di rafforzare la protezione delle infrastrutture sottomarine, garantire la sicurezza delle comunicazioni subacquee e incrementare la resilienza in un contesto ambientale sempre più complesso e competitivo.
Qual è il ruolo dell’Italia?
L’Ammiraglio Gregori ha enfatizzato il ruolo di primo piano dell’Italia nell’Underwater. Il Centro di Eccellenza, infatti, potrà avvalersi della presenza di istituzioni di alto livello già operanti a La Spezia, tra cui il NATO CMRE, il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN), oltre che del Polo Nazionale della dimensione Subacquea. Tra queste realtà si potrà, e si dovrà, creare una forte sinergia e una solida collaborazione.
L’Italia è alla guida del nuovo ecosistema subacqueo che si sta creando a La Spezia. L’obiettivo del Centro è proprio quello di mettere a disposizione capacità condivise di formazione e addestramento, promuovere lo sviluppo tecnologico, favorire la sperimentazione e garantire la standardizzazione.
Si ricordi che i Centri di Eccellenza della NATO non ricevono finanziamenti direttamente dall’Alleanza. Al contrario, il sostegno è quello di ciascun Paese promotore, nonché del gruppo di partner che aderisce volontariamente, a seguito di valutazione strategiche. Sono proprio queste le Framework Nations, le Sponsoring Nations e le Contributing Nations.
L’Italia, in quanto Framework Nation, ha ribadito il proprio impegno nel supportare l’iniziativa, mettendo a disposizione infrastrutture, competenze specialistiche e capacità di coordinamento.
Copertina: Marina Militare
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