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UE, meno limiti all’AI. Un successo per le industrie europee ma soprattutto per gli Usa

UE, meno limiti all’AI. Un successo per le industrie europee ma soprattutto per gli Usa

L’accordo, con il rinvio di oltre un anno di regole più stringenti per il digitale, rappresenta un importante successo diplomatico e geo-economico degli Usa.

Niente restrizioni sugli usi ad alto rischio dell’AI in UE per almeno un altro anno, in base all’accordo che i legislatori comunitari hanno raggiunto giovedì mattina. Per la piena operatività dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) bisognerà attendere.

L’accordo, sottolinea POLITICO, “esenta inoltre in larga misura l’impiego dell’AI in ambito industriale dalla cornice normativa dello stesso Regolamento“. Fondamentali, in questo senso, sono state le forti pressioni delle industrie e di alcuni Governi nazionali, come quello tedesco che era stato il promotore della misura.

Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz che si è infatti battuto in prima persona per mantenere competitivi i colossi tecnologici Siemens e Bosch. Più che dei singoli Paesi europei, comunque, la decisione segna un importante successo diplomatico e geo-economico soprattutto degli Usa.

Tra tutele per i cittadini e necessità di mercato

L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è entrato in vigore nell’agosto 2024 dopo anni di negoziati. In base all’introduzione graduale, “le norme che regolano gli usi ad alto rischio del’AI sarebbero dovute entrare in vigore il prossimo agosto“.

Oltre a rinviare le restrizioni sull’AI ad alto rischio a dicembre 2027, l’accordo concede alle aziende un periodo di grazia “per soddisfare i nuovi requisiti relativi ai watermark dei contenuti generati dall’AI“. Tuttavia, “tale periodo sarà di tre mesi e non di sei, come si era originariamente proposto“.

Divieti anche sull’AI in grado di generare deepfake a sfondo sessuale di persone “identificabili”, a seguito dell’indignazione globale per l’uso abusivo dello strumento dell’AI di Elon Musk, Grok. Saranno vietati anche i sistemi di intelligenza artificiale che generano pornografia infantile.

Tuttavia, poiché solo un paio di Paesi in tutto il mondo hanno seguito l’esempio dell’UE, queste limitazioni hanno ricevuto grandi critiche. In primo luogo “per aver bloccato gli sviluppi dell’AI” e per non essere riuscite a diventare un punto di riferimento in materia di norme tecnologiche.

L’importanza dell’accordo

L’ultimo accordo, sotto l’egida della presidenza cipriota del Consiglio dell’UE, segna il primo significativo passo indietro delle norme nel settore digitale. Il tutto, mentre Bruxelles deve affrontare le pressioni degli Usa.

Continuano, inoltre, gli avvertimenti provenienti dalle industrie e dagli stessi Governi europei secondo cui le rigide restrizioni avrebbero legittimato uno svantaggio nella corsa globale all’AI. Al contempo, la società civile e gli attivisti per la privacy, continuano a sostenere che delle regole simili siano necessarie per proteggere le persone dai potenziali danni della tecnologia emergente.

Ursula von der Leyen: “Per una governance europea dell’AI sicura e semplice

Anche il Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha accolto favorevolmente l’accordo, sottolineando gli sviluppi potenziali del mercato.

Così von der Leyen sul suo profilo X: “Accolgo con favore l’accordo politico raggiunto sul nostro pacchetto normativo per l’AI. Garantisce un contesto semplice e favorevole all’innovazione, che consentirà al nostro ecosistema europeo di crescere. Allo stesso tempo, stiamo rafforzando le misure di tutela a favore dei nostri cittadini. Per una governance dell’AI sicura e semplice in Europa“.

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