Non è bastato l’ultimo accordo sull’AI Act, le imprese insistono per un’ulteriore deregolamentazione.
“Sull’AI, l’UE dovrebbe ridurre ancora le regole e valorizzare una maggiore semplificazione“. È il messaggio, chiaro, di numerosi Eurodeputati centristi e liberali all’accordo di ieri per eliminare ogni restrizione sugli usi ad alto rischio dell’AI in UE per almeno un altro anno. Per la piena operatività dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) bisognerà dunque attendere.
Ad avanzare la richiesta di una sempre maggiore deregolamentazione non sono state solo le imprese europee settore ma anche il Governo statunitense.
Eppure, persiste nel Parlamento Europeo una forte volontà di apportare ulteriori modifiche alle leggi dell’Unione sul digitale, in nome di un maggior valore degli investimenti privati. Secondo questi legislatori, in effetti, l’esclusione dall’AI Act dei dispositivi medici e delle apparecchiature radio è stata una misura del tutto insufficiente.
Le insistenze delle grandi società tecnologiche
In quest’ottica secondo quanto ha sottolineato POLITICO, “le grandi compagnie del settore hanno espresso il proprio malcontento“. Dal loro punto di vista, Bruxelles, “non starebbe facendo abbastanza per la semplificazione normativa“.
Il Computer and Communications Industry Association (CCIA) un gruppo di lobbying statunitense che rappresenta aziende quali Meta, Google e Apple, ha criticato aspramente l’accordo. E ha rimarcato che con questo “si è persa un’occasione evidente per realizzare una vera semplificazione“.
Il responsabile delle politiche sull’AI del CCIA Europe, Boniface de Champris, ha aggiunto: “Il divario evidente tra la retorica politica sulla semplificazione normativa e i risultati concreti è difficile da ignorare“.
Il confronto politico
Sulla deregolamentazione non ci sono solo delle convinzioni. Sono infatti arrivate forti critiche, oltreché da una parte della politica, anche dalla società civile e dagli attivisti per la privacy.
Il deputato liberale olandese Bart Groothuis ha comunque ribadito, sempre a POLITICO: “Dobbiamo deregolamentare molto, molto più rapidamente di quanto stiamo facendo ora”.
La deputata liberale tedesca al Parlamento europeo Svenja Hahn ha criticato la mancanza di ambizione dei paesi dell’UE. Così Hahn in una nota che ha diffuso Renew: “Volevamo questa soluzione per più settori così da dare un ulteriore impulso all’AI made in Europe. Purtroppo, però, questo non è stato possibile con i Paesi membri”.
Al contrario, diversi politici di centro-sinistra si sono detti pronti a opporsi a questa iniziativa. Questa l’analisi di Kim van Sparrentak, Deputata dei Verdi olandesi: “Le esenzioni concesse all’industria non avranno la meglio sulla nostra sicurezza. L’AI deve sempre essere sicura e non deve discriminare né costituire un pericolo per i diritti fondamentali“.
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