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La nuova guerra fredda è sull’AI cyber. Anthropic avverte gli Usa sulla corsa con la Cina: “La cybersecurity globale a rischio”

La nuova guerra fredda è sull’AI cyber. Anthropic avverte gli Usa sulla corsa con la Cina: “La cybersecurity globale a rischio”

Nel nuovo paper, la società descrive due scenari per il 2028: leadership delle democrazie o vantaggio cinese sui modelli capaci di scoprire vulnerabilità, rafforzare la sorveglianza e incidere sugli equilibri militari.

La nuova guerra fredda tecnologica passa dall’AI cyber. In un nuovo paper, Anthropic sostiene che Stati Uniti e alleati debbano mantenere un vantaggio netto sulla Cina nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati, soprattutto quelli in grado di individuare vulnerabilità software, accelerare operazioni cyber e incidere sugli equilibri di sicurezza nazionale.

La capacità di calcolo come terreno di scontro

Secondo la società, la partita decisiva sulla capacità di calcolo garantita dai chip più avanzati. Oggi il vantaggio resta nelle mani degli Stati Uniti e dei loro alleati, anche grazie ai controlli all’export che limitano l’accesso cinese ai semiconduttori più potenti.

Ma, avverte Anthropic, Pechino resta vicina alla frontiera grazie a talento, aggiramento delle restrizioni e attacchi di distillazione, cioè tecniche usate per estrarre capacità dai modelli americani e replicarle a costi inferiori.

Due scenari per il 2028

Il paper presenta due scenari per il 2028. Nel primo, le democrazie rafforzano i controlli sui chip, chiudono le falle che permettono alla Cina di accedere a capacità di calcolo avanzate e contrastano la distillazione dei modelli. In questo caso, Stati Uniti e alleati mantengono un vantaggio di 12-24 mesi, sufficiente per definire regole, standard e norme globali dell’AI.

Nel secondo scenario, invece, Washington non interviene abbastanza. I laboratori cinesi continuano ad accedere a chip e data center fuori controllo, si avvicinano alla frontiera e mettono l’AI al servizio di apparati militari, cyber e di sorveglianza. Per Anthropic, questo aprirebbe la strada a modelli capaci di rafforzare la repressione automatizzata, il controllo sociale e le capacità offensive degli Stati autoritari.

Mythos, il campanello d’allarme

Il caso Mythos Preview è indicato come il primo vero campanello d’allarme. Il modello cyber di Anthropic, distribuito solo a partner selezionati, ha mostrato la capacità di accelerare in modo drastico la scoperta e la correzione di bug software.

Secondo la società di Dario Amodei, se un modello di questo livello fosse stato sviluppato prima da un laboratorio cinese, Pechino avrebbe avuto un vantaggio immediato nella scoperta e nello sfruttamento di vulnerabilità contro infrastrutture critiche occidentali.

Stati Uniti e alleati hanno costruito i modelli più avanzati e gli input tecnologici fondamentali per l’AI. Ma questo vantaggio può essere perso se viene concesso direttamente ai competitori. Per Anthropic, le decisioni politiche prese oggi determineranno se nel 2028 la frontiera dell’AI sarà guidata dalle democrazie o da un ecosistema autoritario capace di usare la tecnologia come strumento di controllo, pressione militare e dominio cyber.

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