Negli Usa potrebbe presto entrare in vigore.
Entro la fine di questa settimana Donald Trump dovrebbe firmare un ordine esecutivo su cybersicurezza e AI, con l’introduzione di nuovi possibili vincoli. L’ordine introdurrebbe un quadro volontario di collaborazione tra sviluppatori di AI e Governo federale. Il piano sarebbe annunciato all’interno di una cerimonia ufficiale alla Casa Bianca. Presenti tutti gli Amministratori delegati delle Big Tech.
Come ha evidenziato la Reuters, il provvedimento arriva nel momento di una forte spinta da parte della base politica trumpiana favorevole ad introdurre controlli più severi sui modelli di AI avanzata. Primo fra tutti, il modello Mythos di Anthropic.
Dalle prime analisi del testo sono emersi i principali punti. Le aziende aderenti dovrebbero condividere i propri modelli con il Governo statunitense almeno 90 giorni prima del rilascio pubblico. Inoltre, dovrebbero concedere un accesso anticipato anche a operatori di infrastrutture critiche, come banche e grandi reti strategiche, per consentire verifiche di sicurezza preventive.
I “trumpiani” e l’AI
In questo senso, sottolinea sempre la Reuters, “la proposta rappresenterebbe un compromesso tra le diverse realtà del movimento trumpiano“.
Da una parte, infatti, figure della galassia MAGA come Steve Bannon e Amy Kremer hanno spesso richiesto delle regole più dure. Non ultima, una serie di test obbligatori – governativi – sui modelli di AI più potenti.
In una lettera, inviata dalla corrente più conservatrice alla Casa Bianca si richiedeva di introdurre un sistema di approvazione governativa preventiva per i sistemi di AI considerati “potenzialmente pericolosi”.
Dall’altra, esponenti vicini all’industria tecnologica, come Marc Andreessen e David Sacks, si oppongono a qualsiasi imposizione normativa troppo restrittiva.
Sacks, che fino a marzo era il principale referente dell’Amministrazione Trump per le politiche sull’AI, oggi co-presiede il comitato tecnologico consultivo del Presidente. Finora, l’approccio della seconda Amministrazione Trump sull’AI ha rappresentato “soprattutto le posizioni favorevoli all’innovazione sostenute dalle Big Tech“.
L’elaborazione del nuovo ordine esecutivo sarebbe avvenuta nell’ultimo mese, redatto da un gruppo ristretto della Casa Bianca. Alla guida di questo gruppo c’erano il capo dello staff Susie Wiles, il consigliere scientifico Michael Kratsios e il Direttore nazionale per la cybersicurezza Sean Cairncross.
Dubbi sui vincoli
Questi eventuali vincoli si scontrerebbero sia con la tradizione del Partito Repubblicano – storicamente poco allineato all’interventismo pubblico in economica – che con le Big Tech.
L’eventuale decisione di rallentare il rilascio pubblico dei modelli più avanzati o imporre modifiche per motivi di sicurezza potrebbe avere conseguenze importanti sull’intero settore dell’intelligenza artificiale. In particolare, incidendo direttamente sui profitti delle aziende coinvolte.
In attesa che il provvedimento entri effettivamente in vigore, i giganti tecnologici restano comunque tra i principali sostenitori politici e finanziari del Presidente americano.
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