Intelligenza artificiale sempre più al centro della divisione globale di investment banking di JPMorgan, con particolare attenzione ai mercati finanziari dell’Asia-Pacifico.
Per JP Morgan, l’AI è sempre più centrale, tanto che la multinazionale sta implementando i principali modelli di intelligenza artificiale in tutta la propria divisione globale di investment banking. In questo modo, diventerebbe una delle prime grandi banche a introdurre in modo esteso questa tecnologia nel settore finanziario.
Ad annunciarlo è stato Paul Uren, responsabile dell’investment banking per l’Asia-Pacifico della banca americana, secondo quanto ha riportato la Reuters.
“Ci troviamo nelle fasi iniziali dell’adozione di strumenti di AI all’interno del nostro business globale di questo settore, ma siamo entusiasti degli sviluppi”, ha dichiarato lo stesso Uren.
Perché le banche investono sempre di più nell’AI
Gli investimenti della JP Morgan in intelligenza artificiale sono pienamente allineati ai grandi cambiamenti di tutto il settore. “Le principali banche internazionali“, sottolinea ancora la Reuters, “stanno infatti aumentando gli investimenti in AI“. Una trasformazione, “che sta modificando profondamente anche l’organizzazione del lavoro e i profili professionali richiesti“.
Contestualmente, l’Amministratore delegato di JP Morgan, Jamie Dimon, aveva dichiarato a Bloomberg: “La banca assumerà più specialisti in AI e meno banchieri tradizionali“. Una strategia che segue la direzione già annunciata da Standard Chartered, intenzionata a ridurre quasi 8mila posti di lavoro entro il 2030 grazie a un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Accessi al modello AI “Mythos” di Anthropic
La scelta di implementare sempre di più questi modelli è possibile anche perché JP Morgan è tra le poche organizzazioni che hanno avuto l’autorizzazione ad utilizzare Mythos di Anthropic. La multinazionale con sede a New York rientra infatti nell’ambito del programma controllato “Project Glasswing”.
Sempre secondo la Reuters, anche Goldman Sachs, Citigroup, Bank of America e Morgan Stanley avrebbero già accesso alla tecnologia oppure sarebbero impegnate in test interni.
Al netto delle preoccupazioni sulle potenzialità di Mythos, l’integrazione di queste piattaforme è assolutamente strategico.
Il valore aggiunto dei nuovi sistemi
Pur senza specificare quali strumenti vengano utilizzati concretamente dai dipendenti, Uren ha spiegato i benefici operativi delle nuove tecnologie. In tali termini: “L’AI sta già migliorando l’accesso alle informazioni e la loro integrazione con i sistemi interni della banca. I nostri strumenti ci consentono di accedere a più informazioni e sintetizzarle rapidamente con i nostri sistemi interni”.
Secondo il manager, l’AI sta semplificando soprattutto la preparazione di documenti e materiali operativi, oltre a permettere ai banker di gestire in modo più efficiente un numero maggiore di clienti.
L’adozione crescente di strumenti di AI avanzata nel settore finanziario conferma come le grandi banche stiano accelerando la trasformazione digitale. Queste puntano infatti sempre di più “su automazione, analisi dei dati e cybersicurity intelligence per mantenere competitività ed efficienza operativa“.
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