Alcune banche del Giappone potranno difendersi dagli attacchi cyber sfruttando l’accesso a lpiù potenzo modello di OpenAI, GPT-5.5.
OpenAI concederà ad alcuni istituti finanziari del Giappone l’accesso al suo ultimo modello GPT-5.5 per contribuire a prevenire gli attacchi informatici. Lo ha annunciato venerdì il ministro delle Finanze Satsuki Katayama.
Pur senza citare il nome di nessuna istituzione finanziaria, Katayama sottolineato l’importanza dell’accordo. E ha affermato: “L’accesso di cui stanno beneficiando rappresenta un grande passo avanti nel rafforzamento della capacità delle istituzioni finanziarie giapponesi di difendersi dagli attacchi informatici”.
Il lancio di nuovi modelli di AI in grado di programmare ad alto livello garantisce una capacità senza precedenti di individuare i rischi per la sicurezza informatica e di escogitare modi per sfruttarli.
La misura è inquadrabile anche nell’approvazione dello scorso marzo dell’hack back (contrattacco cyber). Dal prossimo 1° ottobre le Forze di Autodifesa nipponiche potranno infatti lanciare attacchi informatici per colpire gli hacker criminali.
Le potenziali banche con accessi ai modelli di AI
Secondo Nikkei le tre maggiori banche giapponesi – MUFG Bank, Sumitomo Mitsui Banking Corp e Mizuho Bank – dovrebbero tutte ottenere l’accesso all’ultimo modello di OpenAI. Modello, che per gli esperti è alla pari con Claude Mythos di Anthropic.
Katayama, inoltre, ha spiegato che anche Mythos potrebbe fornire tali accessi alle istituzioni del Giappone per potenziare le proprie difese. Per contrastare le minacce dell’AI, inoltre, questo mese le autorità di Tokyo hanno istituito un gruppo di lavoro pubblico-privato per affrontare i rischi del settore.
La decisione di OpenAI di concedere l’accesso alle istituzioni finanziarie giapponesi, sottolinea la Reuters, è arrivata in seguito a dei negoziati tra il Governo di Tokyo e quello statunitense. Il tutto, dopo che l’azienda aveva concesso un accesso simile alle aziende europee.
Cybersicurezza e fiducia degli investitori
Katayama, inoltre, aveva ribadito che l’elevato livello di interconnessione del sistema finanziario e le operazioni in tempo reale permettano ai problemi di diffondersi più rapidamente. Il tutto, rispetto ad altri settori.
“Per questo motivo, un attacco informatico può immediatamente provocare turbolenze di mercato e minare la fiducia”, ha sottolineato il ministro giapponese. La scelta del Governo di Tokyo segue quella delle autorità di regolamentazione di altri Paesi dell’Asia, Europa e negli Usa. Tutte realtà che “hanno esortato le banche a rivedere le proprie misure di difesa e di preparazione“.
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