La misura è un compromesso tra le istanze delle Big Tech e le necessità di Sicurezza Nazionale. Collaborazione volontaria ma senza obblighi.
“Più coordinamento volontario tra Big Tech e Governo ma senza obblighi“, questi gli effetti della firma di Donald Trump sull’ordine esecutivo in materia di AI. La direzione, dunque, è quella di un allineamento tra le esigenze dell’Amministrazione Usa di cybersicurezza alle quelle economiche delle aziende.
Il provvedimento, sottolinea POLITICO, “introduce un sistema di revisione volontaria per alcuni dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati“. Si è però trovata “una forma meno severa rispetto a quella inizialmente prevista dalla Casa Bianca“. Sorgerà così un programma volontario di collaborazione – ma senza nessun obbligo imposto – tra Amministrazione e Big Tech.
La decisione rappresenta “una vittoria significativa per l’industria dell’AI“, che negli ultimi mesi si è battuta a più riprese contro una regolamentazione federale più stringente.
Entro 60 giorni, il Dipartimento del Tesoro, l’NSA, la CISA, il NIST e la Casa Bianca dovranno sviluppare “un processo di benchmarking riservato per valutare le capacità informatiche avanzate dei modelli di AI“. Tale processo servirà “per stabilire quando un modello debba essere considerato un modello di frontiera soggetto a regolamentazione“.
“Una finestra temporale per la valutazione dei rischi“
Trump avrebbe firmato privatamente l’ordine dopo una riunione ad alto livello tenutasi lunedì con alcuni dei principali consiglieri dell’Amministrazione.
Il testo definitivo prevede che “le aziende sviluppatrici di sistemi di AI particolarmente potenti possano sottoporre volontariamente i propri modelli a una valutazione governativa“. Il tutto, “almeno 30 giorni prima del lancio pubblico” e dell’immissione sul mercato.
Questa finestra temporale consentirebbe alle agenzie federali di analizzare tutti i possibili rischi in materia per infrastrutture sensibili, sistemi finanziari e Sicurezza Nazionale.
Trump ha rimarcato quanto le capacità avanzate dell’AI “rafforzino il Paese“, pur introducendo “nuove sfide per la Sicurezza Nazionale“. Secondo il Presidente statunitense, l’obiettivo è quello “di mantenere la leadership americana sia nella cybersicurezza sia nella competizione globale sull’AI“.
Le preoccupazioni su Mythos
Le preoccupazioni di Washington si sono moltiplicate dopo le scoperte relative a Mythos, modello di AI di Anthropic. Secondo diversi analisti, infatti, questo modello sarebbe già stato in grado di individuare vulnerabilità informatiche rimaste nascoste per anni in sistemi largamente utilizzati.
Le capacità di Mythos hanno suscitato forte allarme all’interno dell’Amministrazione dopo il suo annuncio, avvenuto ad aprile. Diverse agenzie federali hanno chiesto accesso al sistema per verificare e rafforzare la sicurezza delle infrastrutture governative.
Nuove misure per Difesa e giustizia
Tra le misure confermate nel testo finale vi è la creazione, entro 30 giorni, di un “centro di coordinamento per la cybersicurezza” del Dipartimento del Tesoro in collaborazione con le aziende del settore. L’obiettivo sarà individuare e correggere vulnerabilità informatiche scoperte grazie ai nuovi sistemi di AI.
Il provvedimento istituisce inoltre un processo classificato di valutazione dei rischi per la sicurezza nazionale associati ai modelli più avanzati. L’NSA, la CISA, il Pentagono e altri organismi federali supervisioneranno queste valutazioni.
L’ordine esecutivo impone inoltre al Dipartimento della Difesa di rafforzare la protezione delle proprie reti informatiche entro 30 giorni. Il Dipartimento della Giustizia dovrà “perseguire penalmente chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale per compiere attacchi informatici“.
Entro lo stesso termine, le agenzie federali dovranno adottare nuove direttive per migliorare la protezione delle reti governative e condividere strumenti avanzati di AI con amministrazioni, enti e operatori.
Per approfondire
- Leggi l’ordine esecutivo “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security“.
Vai al sito di Cybersecurity Italia.
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