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WhatsApp, indagine Antitrust su Meta AI. Di cosa si tratta

WhatsApp, indagine Antitrust su Meta AI. Di cosa si tratta

La Commissione europea dovrebbe annunciare l’indagine nei prossimi giorni, anche se la tempistica“, secondo il Financial Times, “potrebbe ancora cambiare“.

L’Unione Europea sta pianificando una nuova indagine Antitrust su Meta in merito all’introduzione delle funzionalità’ AI all’interno di WhatsApp“, ha scritto il Financial Times. La misura rientra “nell’ambito dell’ultima sfida di Bruxelles alle grandi aziende tecnologiche“.

Lo stesso quotidiano ha precisato l’interesse principale della Commissione Europea è ‘strutturale’. Tanto che è pronta ad avviare un’indagine su come l’azienda della Silicon Valley abbia integrato il suo sistema Meta AI all’interno del popolare servizio di messaggistica all’inizio di quest’anno“.

L’accusa nei confronti di Meta (che possiede la celebre applicazione di messaggistica) sarebbe quella di aver sfruttato e abusato della propria dominante per “chiudere le porte” ai concorrenti. Avrebbe perciò favorito il proprio sistema, Meta AI, a discapito delle startup innovative europee. Nei prossimi giorni si attendono novità, anche se le tempistiche non sarebbero ancora certe.

Non solo AI

La controversia è arrivata a poche settimana da un importante studio di un gruppo di analisti austriaci. Nel settembre 2024, “oltre 3,5miliardi di profili WhatsApp erano esposti online, senza alcuna protezione“. Questo incidente cyber, “sarebbe stato il più grande data leak, in termini di utenti coinvolti, nella storia della sicurezza informatica“.

Meta ha lanciato la sua funzione di AI su WhatsApp a marzo in tutti i Paesi europei, dopo aver inizialmente ritardato l’introduzione a causa del “complesso sistema normativo” della regione. La funzione e’ progettata “per essere un assistente AI all’interno della funzione di chat dell’app in grado di suggerire prompt e testo aggiuntivo per compilare i messaggi“.

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A rischio gli affari di Meta?

I rischi non sono pochi. Per altro in Italia, l’AGCOM sta già indagando su Meta per l’integrazione della ‘sua’ AI in WhatsApp senza il consenso degli utenti.

La posta in gioco è dunque alta, come hanno spiegato la Reuters e lo stesso Financial Times. Se al termine dell’istruttoria Meta fosse ritenuta “colpevole” rischierebbe una multa molto alta. Una sanzione fino al 10% del suo fatturato globale annuo.

Teresa Ribera (Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea e Commissaria Europea per la concorrenza): “Potrebbe essere necessario adottare misure provvisorie

Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea e Commissaria europea per la concorrenza, ha dichiarato che la Commissione potrebbe non aspettare la fine dell’indagine per agire.

La misura sarebbe addirittura quella delle “misure cautelari. Si tratta di un provvedimento d’urgenza che obbligherebbe Meta ad un cambiamento immediato, prima ancora che venga emessa una sentenza definitiva. In questi termini, si eviterebbero danni irreparabili alla concorrenza.

“Dobbiamo affrontare ciò che sta accadendo  e potrebbe essere necessario adottare misure provvisorie”, ha detto Ribera. Inoltre, ha sottolineato la necessità di garantire che i cittadini e le imprese europee possano beneficiare di un mercato dell’AI aperto e non soggetto ai monopoli dei soliti noti.

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