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Cybersicurezza, il GPS potrebbe aver nascosto per anni una rete globale di messaggistica militare

Cybersicurezza, il GPS potrebbe aver nascosto per anni una rete globale di messaggistica militare

Secondo uno studio della University College London, “Il GPS potrebbe in realtà far parte del sistema Over-the-Air Distribution (OTAD) delle Forze Armate statunitensi“.

Per quasi venti anni miliardi di ricevitori GPS potrebbero aver nascosto una rete globale di messaggistica, legata alle Forze Armate degli Usa. In questo modo, potrebbero aver ricevuto inconsapevolmente comunicazioni militari criptate integrate nei normali segnali di navigazione“. È quanto emerge da un recente studio di Steven Murdoch della University College London.

Secondo Murdoch, un campo poco conosciuto all’interno del messaggio di navigazione del GPS sarebbe in realtà parte del sistema Over-the-Air Distribution (OTAD) delle forze armate statunitensi. Una rete globale, quest’ultima globale “utilizzata per distribuire chiavi crittografiche e altro materiale destinato alle comunicazioni sicure“.

La scoperta riguarda una sequenza di 176 bit apparentemente “innocua“, nota come “Subframe 4, Page 17”, incorporata nelle trasmissioni GPS. Gli analisti ritengono che questi dati siano cifrati e possano essere utilizzati per supportare la gestione e la distribuzione globale delle chiavi crittografiche per utenti militari. In particolare per dei soggetti che operano nei domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico.

Il valore della conferma

Se questa interpretazione fosse confermata, sottolineano gli esperti, significherebbe che “ogni satellite del sistema GPS non ha svolto soltanto il ruolo di piattaforma di navigazione“. Al contrario, queste strutture avrebbero svolto anche il ruolo di canale globale di comunicazione nascosto.

Similmente alle storiche “numbers stations” che trasmettevano messaggi codificati tramite radio a onde corte, la costellazione GPS potrebbe aver diffuso continuamente informazioni criptate. Il tutto, verso ricevitori autorizzati in tutto il mondo.

Questo approccio offre notevoli vantaggi operativi. I segnali GPS garantiscono infatti una copertura quasi globale, sono estremamente difficili da interrompere completamente e raggiungono praticamente ogni regione del pianeta.

Integrare traffico cifrato all’interno di un’infrastruttura satellitare già esistente consentirebbe di creare un canale di comunicazione altamente resiliente. Questo canale non necessiterebbe della necessità di sviluppare ulteriori sistemi di trasmissione“.

Dalle analisi del sistema è emerso un fattore molto importante. Vale a dire, che “una parte poco studiata delle trasmissioni GPS possa trasportare traffico militare cifrato destinato alla distribuzione di chiavi crittografiche“.

L’importanza delle chiavi crittografiche

Tale traffico sarebbe collegato all’infrastruttura globale di sicurezza e crittografia del Dipartimento della Difesa degli Usa. Se confermata, questa funzionalità potrebbe essere per l’appunto operativa da quasi vent’anni senza attirare particolare attenzione pubblica.

Lo studio evidenzia una realtà sempre più evidente nelle infrastrutture moderne. In effetti, molti sistemi globali svolgono contemporaneamente più funzioni. Satelliti di navigazione, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, infrastrutture cloud e sistemi spaziali sono sempre più spesso piattaforme dual use. Sistemi in grado di supportare sia attività civili sia esigenze di Sicurezza Nazionale.

Per i professionisti della cybersicurezza, questa ipotesi sottolinea inoltre l’importanza strategica della gestione delle chiavi crittografiche. Nei conflitti moderni, proteggere e distribuire in modo sicuro le chiavi di cifratura può essere tanto importante quanto proteggere le comunicazioni stesse.

In ogni caso, la presenza di dati cifrati nella struttura del segnale GPS è compatibile con diversi utilizzi militari e di sicurezza. Tuttavia, “il contenuto effettivo di tali informazioni rimane classificato e non verificabile pubblicamente“.

Se l’ipotesi fosse corretta, rappresenterebbe uno degli esempi più interessanti di come un’infrastruttura globale apparentemente dedicata a un singolo scopo possa nascondere funzionalità strategiche. Funzionalità molto più ampie, operative sotto gli occhi di tutti per anni.

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