CISO, ricercatori ed executive di aziende come Adobe, Zoom e Sophos chiedono alla Casa Bianca di ritirare le restrizioni sui modelli più avanzati di Anthropic. Bloccare l’accesso ai modelli migliori, sostengono, potrebbe rallentare proprio i team di sicurezza nel momento in cui aziende, governi e infrastrutture critiche si preparano a una nuova ondata di attacchi alimentati dall’intelligenza artificiale.
Una parte rilevante della comunità cyber americana chiede all’amministrazione Trump di fare marcia indietro sulle restrizioni imposte ai modelli AI più avanzati di Anthropic. Secondo quanto riportato in una lettera indirizzata al Segretario del Commercio Howard Lutnick e al capo della cybersecurity nazionale statunitense Sean Cairncross, CISO, ricercatori di sicurezza ed executive di aziende come Adobe, Zoom e Sophos sostengono che la decisione rischia di colpire soprattutto i difensori, non gli attaccanti.
Fable 5 e Mythos 5: cosa è successo
Anthropic ha dovuto sospendere l’accesso ai suoi due modelli più potenti, Fable 5 e Mythos 5, per conformarsi a una direttiva del governo americano che cita ragioni di “sicurezza nazionale”, a soli tre giorni dal lancio commerciale di Fable.
Washington ha ordinato, in base alle normative sul controllo delle esportazioni, che l’accesso ai modelli fosse interrotto per qualsiasi cittadino straniero, dentro o fuori dagli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic. La società ha spiegato di non poter distinguere in modo affidabile gli utenti sulla base della nazionalità e ha quindi disabilitato i modelli per tutti i clienti.
Per i firmatari della lettera, però, la misura è sproporzionata. Bloccare l’accesso ai modelli migliori, sostengono, potrebbe rallentare proprio i team di sicurezza nel momento in cui aziende, governi e infrastrutture critiche si preparano a una nuova ondata di attacchi alimentati dall’intelligenza artificiale.

La lettera guidata da Alex Stamos
L’iniziativa è guidata da Alex Stamos, ex Chief Security Officer di Facebook e oggi chief product officer di Corridor. Alla lettera hanno aderito oltre 40 esperti di cybersicurezza tra i quali figurano Katie Moussouris, CEO di Luta Security, Rachel Tobac, CEO di SocialProof Security, Chris Wysopal, cofondatore di Veracode, il noto informatico Paul Vixie, il CEO di Sophos Joe Levy e il ricercatore di sicurezza Nvidia Aaron Grattafiori.
“Questa azione ha sottratto i migliori modelli ai difensori, ha creato incertezza sul mercato e ha messo a rischio la leadership americana nell’AI senza che vi fosse un rischio reale tale da giustificarla”, si legge nella lettera.
Il nodo dei proof of concept
Secondo Stamos, le capacità di Fable 5 che avrebbero allarmato la Casa Bianca riguardano la possibilità di creare proof of concept per vulnerabilità di sicurezza. Si tratta di esempi tecnici che mostrano come una falla possa essere sfruttata.
Questi proof of concept possono essere usati dagli attaccanti per costruire codice utile a entrare in un sistema. Ma sono anche strumenti fondamentali per i team di difesa, perché permettono di capire come una vulnerabilità funziona, quale impatto può avere e come correggerla.
Stamos distingue però tra Fable 5 e Mythos. Secondo lui, solo Mythos 5 e Mythos Preview, disponibili prima dello stop soltanto per membri selezionati del Project Glasswing di Anthropic, sarebbero in grado di trasformare quei proof of concept in catene di attacco pienamente autonome.
“Non puoi dare a Fable l’intero kernel Linux e dirgli: trova tutti i bug di sicurezza”, ha detto Stamos ad Axios, aggiungendo che nemmeno Amazon starebbe sostenendo una capacità di questo tipo.
Il problema esiste anche negli altri modelli
Secondo i firmatari della lettera, il punto segnalato dai ricercatori di Amazon non riguarda solo Anthropic. Capacità simili sarebbero replicabili anche con altri modelli AI avanzati, inclusi GPT-5.5 di OpenAI, Opus e Sonnet di Anthropic e modelli cinesi come Kimi 2.7.
È questo uno degli argomenti centrali della protesta: colpire solo Anthropic non eliminerebbe il rischio, ma priverebbe i difensori americani di strumenti di analisi avanzata mentre altri Paesi e altri attori continuano a sviluppare e usare modelli comparabili.
Stamos ha richiamato in particolare il ruolo dei modelli cinesi open source, che a suo giudizio non sarebbero lontani dalle capacità di Fable 5 nell’analisi delle falle di sicurezza.
“Spegnere le nostre migliori capacità nel momento in cui sappiamo che i cinesi stanno usando e accumulando queste vulnerabilità è pericoloso, assolutamente folle”, ha dichiarato. “Siamo in una corsa per correggere questi bug il più velocemente possibile”.
Il precedente del lancio di Fable 5
Quando Anthropic ha lanciato Fable 5, le sue restrizioni di sicurezza sono diventate rapidamente oggetto di ironia nella comunità cyber. Secondo la lettera, i guardrail del modello erano così severi da generare commenti e battute tra i ricercatori fin dal giorno del lancio.
Questo elemento viene usato dai firmatari per contestare l’idea che Fable 5 rappresentasse un rischio immediato e fuori scala. Il modello era avanzato, ma non privo di limitazioni operative. Per gli esperti, la decisione della Casa Bianca rischia quindi di confondere le capacità di supporto alla difesa con capacità offensive pienamente autonome.
Il rischio per i difensori
Nel settore cyber, l’AI viene già usata per analizzare codice, individuare vulnerabilità, produrre patch, accelerare triage, testare sistemi e ridurre i tempi di risposta agli incidenti.
Limitare l’accesso ai modelli più capaci può avere un effetto diretto sulle attività di difesa. Le grandi aziende tecnologiche, i fornitori di sicurezza, i team di incident response e gli operatori di infrastrutture critiche potrebbero perdere strumenti utili proprio mentre cresce il rischio di campagne offensive AI-powered.
Per l’amministrazione Trump, il rischio è che modelli troppo potenti finiscano nelle mani sbagliate. Per una parte della comunità cyber, invece, il rischio opposto è altrettanto grave: togliere ai difensori americani strumenti avanzati mentre attaccanti criminali e attori statali continuano a usarli o a svilupparli altrove. Stamos ha detto che la lettera resta aperta a nuove firme da parte di altri leader della sicurezza.
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L'articolo Anthropic, i leader della cyber contro Lutnick e Cairncross: “Lo stop danneggia più noi che i criminal hacker” sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
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