Ecco il progetto SPHYDA dell’Agenzia Europea per la Difesa, con lo scopo di rendere la prossima generazione di veicoli subacquei autonomi più silenziosi, più difficili da individuare e meno impattanti sugli ecosistemi marini.
L’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) ha lanciato un progetto di ricerca quadriennale SPHYDA per ridurre il rumore prodotto dai veicoli subacquei autonomi (autonomous underwater vehicles, AUV).
L’obiettivo del progetto è duplice. Da un lato migliorare la furtività navale e dall’altro limitare l’impatto che i suoni di origine antropica hanno sulla vita marina.
Cos’è il progetto SPHYDA dell’EDA?
SPHYDA (Submarine Hull/Rudder/Propeller Hydrodynamics Interaction and Hydroacoustics) vede la collaborazione di quattro Stati membri dell’Unione Europea e la Norvegia. La nazione guida è l’Italia, insieme a Germania, Paesi Bassi e Spagna.
Il consorzio comprende 9 partner industriali e di ricerca, tra cui: il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ingegneria del Mare, il Maritime Research Institute Netherlands, la Netherlands Organization for Applied Scientific Research, il Norwegian Defence Research Establishment, il Bundeswehr Technical Center for Ships and Naval Weapons, la Technische Universität Hamburg, il thyssenkrupp Marine Systems, NAVANTIA e CEHIPAR – El Canal de Experiencias Hidrodinámicas de El Pardo. Sono previsti 4,8 milioni di euro di finanziamento e una durata di quattro anni, fino al 2029.
L’obiettivo del gruppo sarà sviluppare modelli numerici avanzati e metodi sperimentali per prevedere e analizzare il modo in cui le forme dello scafo, i timoni e le eliche producono rumore subacqueo. Con questo progetto si intenderà fornire simulazioni più accurate e tecniche di misurazione innovative per aiutare i progettisti a realizzare veicoli subacquei più silenziosi ed efficienti.
Inoltre, il progetto prevede la progettazione e la costruzione di un veicolo subacqueo autonomo per effettuare esperimenti. Le prove all’aperto saranno fondamentali per valutare il rumore irradiato a lunga distanza in condizioni operative reali, un aspetto essenziale per migliorare l’affidabilità dei modelli e fornire indicazioni concrete ai progettisti.
In quale contesto si inserisce?
L’iniziativa nasce come evoluzione di precedenti programmi dell’EDA e di progetti finanziati dall’Unione Europea dedicati al rumore emesso dalle eliche e all’analisi delle prestazioni idrodinamiche. Con SPHYDA, però, l’attenzione si amplia all’intero veicolo, adottando un approccio più sistemico e completo.
Il progetto si inserisce, poi, nelle priorità europee per il potenziamento delle capacità di guerra subacquea e si affianca alle attività di ricerca portate avanti dalla NATO nel campo dei sonar e dei sistemi autonomi.
Perché SPHYDA è un progetto importante?
La riduzione del rumore irradiato è da sempre stata priorità per le Marine militari che vogliono evitare di farsi individuare sott’acqua. Grazie alle nuove tecnologie, si stanno compiendo progressi significativi e si investe sempre più nello sviluppo di soluzioni innovative.
Veicoli più silenziosi, infatti, offrono un vantaggio tattico sul nemico, diminuendo la distanza a cui possono essere rilevati dai sonar della controparte. In questo senso, SPHYDA fornirà strumenti, set di dati e linee guida di progettazione per supportare la prossima generazione di veicoli subacquei a bassa rumorosità.
Oltre a offrire vantaggi operativi, la riduzione del rumore subacqueo contribuisce anche a limitare l’impatto del rumore antropico sulla fauna e sugli ecosistemi marini, una priorità crescente nelle politiche ambientali dell’Unione Europea.
Riccardo Broglia, Direttore della Ricerca presso l’Istituto di Ingegneria del Mare del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano e project manager del programma, ha definito SPHYDA come “un passo cruciale verso lo sviluppo della capacità di diagnosticare e prevedere i complessi meccanismi idrodinamici che generano e propagano il rumore dei veicoli subacquei”.
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