Svolta negli Usa, dove l’FBI sta allacciando un rapporto sempre più cooperativo, nel contrasto alle frodi e al cybercrime, con i due grandi Paesi rivali.
Il Direttore dell’FBI Kash Patel ha confermato che nell’ultimo anno è aumentata la collaborazione con la Cina e la Russia, due storiche rivali degli Usa. L’obiettivo però è preciso. Si vuole infatti “migliorare il contrasto al cybercrime e in generale alla criminalità transnazionale“.
Previsti, una serie di scambi di personale. Per esempio, funzionari delle Forze dell’Ordine cinesi si sono recati negli Usa e agenti dell’FBI in Cina per lavorare insieme sui casi e condividere informazioni di intelligence. Inoltre, l’FBI e le Forze dell’Ordine cinesi hanno condotto operazioni congiunte e effettuato arresti.
Lo stesso vertice dell’FBI è tornato da un viaggio a Pechino, alla fine di luglio. Contestualmente, secondo alcuni funzionari statunitensi, un viaggio simile in Russia è stato provvisoriamente pianificato per ottobre.
Una cooperazione selezionata
Alla Reuters Patel ha descritto tali iniziative insieme a dei “soggetti non tradizionali” come “selettive e limitate” a tipi specifici di crimini transnazionali. Nonché, contro quei centri di truffe informatiche che prendono di mira i cittadini statunitensi.
Queste collaborazioni, note internamente come “gruppi di lavoro“, rappresentano ugualmente “una netta rottura con il passato“. Hanno perciò sollevato preoccupazioni tra gli esperti di controspionaggio riguardo ai rischi derivanti dalla condivisione di informazioni sensibili sulla sicurezza interna statunitense.
Del resto, Mosca e Pechino continuano ad esser viste come una preoccupazione dalla maggior parte dell’opinione pubblica. Eppure, almeno ad una parte dei vertici, questi timori sembrano interessare molto poco.
Il dibattito sul valore della diplomazia
Queste operazioni riflettono in effetti l’approccio personale di Donald Trump alla diplomazia con il Presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin.
Jeff Crocker, ex agente supervisore dell’FBI in pensione dal 2024, ha tuttavia fortemente criticato queste scelte. Queste le sue parole: “La Cina e la Russia sono i nostri nemici, punto e basta. Stanno cercando attivamente di danneggiare il nostro Paese sul piano fisico, economico e militare“.
Crocker ha ribadito che concedere ai funzionari cinesi l’accesso alla comunità di intelligence americana, al personale diplomatico, alle strutture governative statunitensi e agli appaltatori comporta rischi enormi. Questo il suo monito: “Gli agenti cinesi e russi sfrutterebbero qualsiasi accesso alle strutture statunitensi come un’opportunità per infiltrarvisi. Quindi questa è un’ottima copertura per loro“.
Per contro, Patel ha spiegato che per ogni visitatore straniero nelle strutture dell’FBI si mettono in atto operazioni di controspionaggio e contromisure. Tre ex dipendenti dell’Agenzia federale hanno chiarito che queste comportano solitamente una sorveglianza elettronica e fisica. In particolare “per quelle persone provenienti da Paesi considerati i più pericolosi avversari degli Usa“.
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