Collegando Stati membri, isole e l’Europa al resto del mondo, i cavi sottomarini svolgono un ruolo strategico cruciale: rafforzarne la sicurezza e la resilienza è vitale per l’UE.
I più di 400 cavi sottomarini che trasportano dati sotto i mari e gli oceani del nostro pianeta costituiscono la spina dorsale di Internet. Il 99% del traffico Internet mondiale passa lungo 1.3 milioni di chilometri di infrastrutture sparse sott’acqua. Essi sono tanto essenziali per le comunicazioni globali, quanto fragili e vulnerabili.
Perché i cavi sottomarini sono così importanti?
La storia dei cavi sottomarini inizia intorno al 1850, quando cominciarono a essere posati i primi cavi telegrafici. È continuata nel corso del XX secolo, con lo sviluppo prima dei cavi analogici, poi, a partire dal 1988, dei moderni cavi in fibra ottica.
Sottili come tubicini, i cavi per le telecomunicazioni devono essere progettati per resistere al meglio a condizioni estreme. Sono estremamente leggeri e poco ingombranti e il loro diametro è infatti di soli circa 4-5 centimetri. Sono costituiti da fibre ottiche coperte da strati di polietilene, rame e altri eventuali strati protettivi in acciaio.
Quando le acque superano i 2000 metri di profondità e la pesca a strascico non riesce ad arrivare, i cavi vengono semplicemente adagiati sul fondale marino. Nelle acque più basse, al contrario, più esposte a rischi naturali e interferenze umane, sia volontarie che involontarie, i cavi vengono interrati proprio per aumentarne la sicurezza.
Oggigiorno, è impossibile pensare alla vita quotidiana nelle società contemporanee, per come le conosciamo, senza queste infrastrutture.
Quali sono i rischi?
Eppure, per quanto imprescindibili, i cavi sottomarini sono anche estremamente vulnerabili. Ogni anno nel mondo si registrano tra i 150 e i 200 danneggiamenti, sia accidentali che non intenzionali.
Nella maggior parte dei casi, a provocarli è l’attività umana. Nelle acque più profonde, a danneggiare o aggrovigliare i cavi è principalmente la pesca a strascico, mentre nelle acque meno profonde gli urti delle ancore delle navi rappresentano un rischio frequente.
Oltre ai guasti provocati dalle azioni antropiche involontarie, non mancano quelli causate da eventi geologici naturali, come eruzioni vulcaniche o terremoti, e l’abrasione dei materiali dovuta a correnti marine o dune di sabbia che non fanno altro che accelerare l’invecchiamento precoce delle infrastrutture.
Più recentemente, le preoccupazioni sono sempre più legate alle possibili azioni deliberate, provenienti sia da attori statuali che non. Infatti, uno dei problemi principali dell’operare sott’acqua è riuscire a distinguere con certezza tra danni accidentali e sabotaggi volontari.
Qual è il quadro normativo in UE?
I cavi sottomarini svolgono funzioni critiche e strategiche per le economie e le società di tutti gli Stati membri. Essi collegano tra loro Stati, le isole al continente, e connettono l’Unione Europea al resto del mondo. Per questo, rafforzare la sicurezza e la resilienza di queste infrastrutture critiche è fondamentale per la tutela degli interessi strategici e vitali dell’UE.
La protezione dei cavi sottomarini è principalmente responsabilità degli Stati membri, tuttavia la natura transfrontaliera, oltre che l’importanza cruciale, richiede azioni coordinate e più incisive a livello comunitario. Il compito dell’UE è quindi offrire misure mirate a sostegno degli Stati e integrare le normative nazionali, al fine di garantire un approccio di sicurezza completo in tutta l’Unione.
Questo impegno si riflette in modo spiccato nell’EU Action Plan on Cable Security, con cui Bruxelles ha introdotto una serie di misure atte a rafforzare la sicurezza generale delle infrastrutture in questione. Il piano copre tutte le fasi della gestione del rischio: prevenzione, individuazione delle minacce, risposta agli incidenti, ripristino e deterrenza. L’obiettivo finale è quello di rendere i cavi sottomarini più sicuri e resilienti di fronte a possibili incidenti o attacchi.
Altri strumenti normativi
Oltre a ciò, vi sono altri strumenti normativi, strategici e finanziari che contribuiscono alla protezione e alla definizione di una maggiore resilienza dei cavi sottomarini. Tra questi:
- la Direttiva relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell’Unione che stabilisce un quadro normativo comune per la cybersicurezza nell’Unione, e introduce misure di gestione dei rischi e di segnalazione nei settori critici. Introduce inoltre norme sulla cooperazione, la condivisione delle informazioni, la vigilanza e l’esecuzione delle norme.
- La Direttiva relativa alla resilienza dei soggetti critici, che intende ridurre le vulnerabilità e rafforzare la resilienza fisica dei soggetti critici nell’Unione, in modo da garantire una prestazione senza impedimenti di servizi essenziali per l’economia e la società nel suo complesso.
- La Strategia per la sicurezza marittima, che tra gli obiettivi dichiarati ha la protezione degli interessi dell’UE in mare, incluse le infrastrutture.
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